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L?Opera Nomadi di Napoli suggerisce alcune integrazioni alle proposte di legge a tutela delle minoranze Rom, Sinti e Camminanti, presentate recentemente alla Regione Campania da Luisa Bossa (Ds) e dal gruppo Consiliare del Prc. Integrazioni dell Nomadi, che conta quattro sezioni in territorio campano (Napoli, Giugliano, Salerno, Caserta) e che saranno conglobate da un successivo confronto al Comitato Civico pro Rom di Napoli che coinvolge diverse associazioni attente a queste tematiche.

Fra i punti significativi della ?integrazione?: la tutela della lingua ?romanés? in ambito regionale, con corsi per la mediazione interculturale, la promozione di libri, riviste, musei, archivi sulla cultura e lingua rom; una attenzione ai Rom italiani (ad esempio i Napulengre di Marano), che costituiscono il gruppo di pi antica immigrazione (circa 6000 presenze a livello regionale), con facilitazioni per l?affitto di case, corsie preferenziali nei corsi di formazione e altre misure per il recupero dell?artigianato, della musica e di altre attitudini smarrite.

Per affrontare poi la presenza massiccia dei Rom ?stranieri?, rumeni e jugoslavi, per i quali il problema numero uno la mancanza di documenti. A questo riguardo, sull?esempio di alcune amministrazioni tedesche, l?Opera Nomadi propone una sorta di cittadinanza ?politica?, sulla base dell?effettiva stanzialit storica sul territorio, con il rilascio di un tesserino di Per son (persona senza stato, apolide), concordato tra istituzioni locali, associazioni e Regione Campania. Non ancora un permesso di soggiorno, che solo il governo nazionale pu rilasciare, ma un documento di identificazione e di riconosciuta presenza. Una presa d?atto della realt di immigrati clandestini, profughi di guerra non riconosciuti tali, che da 15 20 anni risiedono nella regione: con i figli che sono nati e frequentano le scuole del territorio.

La proposta di integrazione dell?Opera Nomadi di Napoli

La proposta di legge regionale sul popolo rom e sinto, avanzata dalla consigliera Luisa Bossa, riveste per il lavoro svolto in questi ultimi dieci anni dall?Opera Nomadi un?importanza enorme, dal momento che la carenza di un valido strumento legislativo a livello regionale ha costituto da sempre un grave handicap per la creazione di una reale accoglienza dei cosiddetti ?zingari? sui nostri territori campani (ricordo che la nostra associazione ha attive ben tre sezioni, oltre a quella di Napoli, vale a dire Giugliano, Salerno e Caserta).

Ci sentiamo, tuttavia, di muovere alcune proposte migliorative, accogliendo positivamente la disponibilit all?ascolto, alla collaborazione e all?attenzione evidenziata dalla Consigliera e dalla sua collega Antonella Cammardella. Non possiamo che rallegrarci di quest?esempio fattivo di buona politica, che ci fan ben sperare per l?avanzamento della causa rom nella nostra regione. Articoleremo queste nostre proposte in vari punti.

1) Innanzitutto riteniamo che la dizione ?nomadi? vada assolutamente sostituita con quella, pi corretta, di popolo ?rom, sinti e camminanti?, dal momento che il fenomeno di nomadismo, legato alla pratica dei mestieri tradizionali, non pi assolutamente riscontrabile tra questa popolazione oggi, in Campania come in altre regioni. I Rom delle ultime ondate dalla ex Jugoslavia e dalla Romania hanno ripreso a viaggiare per la pressione di circostanze contingenti (guerre della ex Jugoslavia, discriminazioni razziali e ghettizzazione sociale in Romania) e hanno una mentalit del tutto sedentaria, come ben sa chi lavora quotidianamente con loro e ascolta le loro storie. Spesso posseggono una casa nel loro paese di origine o aspirano a comprarne una al loro ritorno.

2) Riteniamo indispensabile un accenno, in un apposito articoletto, anche per i Rom italiani (ad esempio i Napulengre di Marano), che costituiscono a tutt?oggi il gruppo di pi antica e numericamente nutrita immigrazione (ci risultano circa 6000 presenze a livello regionale). Queste persone sono spesso difficilmente identificabili, si mimetizzano e tendono a recidere i legami con le comunit di origine, tuttavia vivono anch?essi problemi di discriminazione lavorativa e alloggiativa, di marginalzizzazione sociale, devianza, etc. Si potrebbe pensare a facilitazioni per l?affitto di case, a corsie preferenziali nei corsi di formazione regionale e ad altre misure per il recupero dell?artigianato, della musica e di altre attitudini purtroppo smarrite.

3) Ci piacerebbe vedere diversificate il pi possibile i percorsi di inserimento alloggiativo e lavorativo, per esempio attraverso la creazione di centri di prima accoglienza per i Rom rumeni, sull?esempio della Scuola ?G. Deledda? a Napoli. Si potrebbe pensare a un utilizzo facilitato di edifici dismessi, sequestrati alla camorra o inutilizzati. Questa via si dimostrata vincente a Bologna, che pure all?inizio aveva praticato lo sgombero sulle rive del Reno.

4) L?accoglienza non deve essere per forza qui in Campania. Il protocollo Napoli Calarasi, firmato a maggio 2005 ma ancora in attesa di attuazione, costituisce un buon esempio di accoglienza nella patria di origine, concordata internazionalmente. Un accenno nella legge sul rimpatrio ?intelligente? e sull?inserimento nella patria d?origine dei Rom, mi sembra d?obbligo, purché sorretto da una specifica voce del bilancio complessivo destinato ai Rom.

5) La legge mi sembra molto valida nella parte degli scambi interculturali e nella promozione della cultura rom. Si potrebbe pensare anche a una tutela della lingua ?romanés? in ambito regionale, con iniziative come la destinazione di quote del curriculum scolastico (in presenza di alunni rom, ovviamente) alla conoscenza di questo popolo che tanto ha dato alla storia d?Europa, specifici corsi per la mediazione interculturale, un collegamento continuo con le istituzioni EDA, la promozione di libri, riviste, musei, archivi sulla cultura e lingua rom? etc. Se vi fosse un riferimento nella legge in questo senso, si ovvierebbe cos alle gravi lacune della legge nazionale sulle minoranze linguistiche del 1999, che non include il romanés tra le lingue da promuovere e difendere.

6) Un?ultima proposta. Il problema dei rom numero uno la mancanza di documenti (gli slavi spesso non hanno addirittura il passaporto, perché fuggiti dalle guerre e/o dalla coscrizione obbligatoria, i rumeni non parlando l?italiano non riescono a ottenere il permesso di soggiorno). Si potrebbe pensare, sull?e sempio di alcune amministrazioni tedesche, a una sorta di citta dinanza ?politica?, sulla base del criterio dell?effettiva stanzialit storica sul nostro territorio, magari con il rilascio di un tesserino di Stateless Person (persona senza stato, apolide), concordato tra istituzioni locali, associazioni e Regione Campania. Non sarebbe ancora un permesso di soggiorno, cosa che solo il governo nazionale pu rilasciare, ma sarebbe gi qualcosa. Continua lo sgombero del ?campo nomadi? della Foce attivo da quasi vent?anni: 25 nuclei da trasferire (per un totale di 136 persone) in appartamenti messi a disposizione dal Comune per casi di emergenza. Proteste di An, che raccoglie firme contro l?assegnazione di case ai nomadi, e dei tre sindacati confederali, Cgil ? Cisl ? Uil, che assieme ai sindacati degli inquilini, Sunia ? Sicet ? Uniat, hanno bocciato il piano di sgombero: ?Non si discute lesigenza di dare una nuova, pi umana e adeguata sistemazione ai nomadi, ma di come il Comune ha agito?.

Altre 6 famiglie Rom hanno lasciato il campo nomadi della Foce per prendere possesso degli appartamenti messi a disposizione dal Comune. Sono 25 i nuclei da trasferire (per un totale di 136 persone): 10 sono stati sistemati luned, ne rimangono ancora 9. Alle famiglie sono stati destinati degli alloggi ristrutturati messi a disposizione dal Comune in diverse parti della citt.

Lo sgombero sta procedendo tra le proteste dei ?nomadi?, che si sentono strappati dalla loro realt, e le proteste dei cittadini che non li vogliono nelle case. La tensione cos alta, che alla polizia municipale stato affidato il compito di presidiare dalle 20 alle 8 il campo in caso di di cittadini contrari allo sgombero.

Ieri pomeriggio intanto c stata battaglia in consiglio comunale.

Il sindaco ha respinto le accuse dei consiglieri Repetto e Pratic (Udc e An). Non abbiamo sottratto nulla a nessuno ha detto gli alloggi assegnati non erano inseriti nell?elenco di quelli destinati alle famiglie in lista dattesa: abbiamo infatti a disposizione alloggi destinati ai servizi sociali per situazioni di emergenza, come questa dei Rom della Foce. Il sindaco ha poi spiegato le ragioni dell?amministrazione comunale e fatto appello alla generosit della citt, ottenendo il sostegno pieno della sua maggioranza.

Intanto le organizzazioni sindacali hanno vergato un comunicato di fuoco, in cui ricordano che il provvedimento del Comune sta suscitando negli inquilini dei quartieri popolari una forte reazione di dissenso, alla luce dei precedenti inserimenti che hanno alimentato ulteriori conflitti sociali.

E sulla vicenda nomadi si registra infine uniniziativa di An che, dopo aver iniziato una raccolta di firme contro lassegnazione delle case ai nomadi, ha deciso di mettere a disposizione lassi stenza legale alle 1300 famiglie in attesa di una casa popolare.

La Repubblica Genova: 21 giugno 2006

NOMADI: BATTAGLIA IN CONSIGLIO

An allassalto. Il sindaco: togliamo case ai genovesi

Lo sgombero CONTINUA: scortate dalla polizia, altre 6 famiglie Rom hanno lasciato il campo nomadi della Foce per prendere possesso degli appartamenti messi a disposizione dal Comune. Sono 25 i nuclei da trasferire (per un totale di 136 persone): 10 sono stati sistemati luned, ne rimangono ancora 9. La mattina del secondo giorno stata dedicata alla di via Dei Pescatori (sono state portate via 6 carcasse di auto e 3 tonnellate di spazzatura), mentre nel primo pomeriggio altri 25 nomadi hanno lasciato il campo. Alle famiglie sono stati destinati degli alloggi ristrutturati in via Bologna e piazza Pestarino (San Teodoro), via Carso (Righi), via Torricelli (Apparizione) e due al in corso Perrone (Cornigliano). Dopo il clima di tensione dellaltro giorno per via di alcune famiglie che non gradivano le sistemazioni offerte dal Comune, via Dei Pescatori ieri era presidiata dai carabinieri del Battaglione e dai poliziotti del Reparto Mobile, che hanno arrestato un nomade agli arresti domiciliari a Vigevano che stato trovato in una roulotte. Le operazioni di pulizia sono iniziate all?alba e sono proseguite fino a mezzogiorno. I vigili (12 al giorno suddivisi su quattro turni, due diurni, uno serale e uno notturno) hanno fatto rimuovere con cinque carri attrezzi sei carcasse di auto, tre di moto, quattro roulotte e un autocarro. Le ruspe hanno riempito diversi camion dell?Amiu, che hanno portato via in due giorni sette tonnellate di rifiuti di ogni genere, dai televisori fino ai bid abbandonati sul ciglio della strada. Come detto, lo sgombero sta procedendo tra le proteste dei nomadi, che si sentono strappati dalla loro realt. La tensione cos alta, che alla polizia municipale stato affidato il compito di presidiare dalle 20 alle 8 di mattina il campo in caso di di cittadini contrari allo sgombero. Ieri pomeriggio intanto c stata battaglia in consiglio comunale.

I consiglieri Repetto e Pratic (Udc e An) hanno attaccato pesantemente la scelta di ospitare i nomadi in alloggi messi a disposizione del Comune, ma il sindaco ha respinto le accuse. Non abbiamo sottratto nulla a nessuno ha detto gli alloggi assegnati non erano inseriti nell?elenco di quelli destinati alle famiglie in lista dattesa: abbiamo infatti a disposizione alloggi destinati ai servizi sociali per situazioni di emergenza, come questa dei Rom della Foce. Il sindaco ha poi spiegato le ragioni dellamministrazione comunale e fatto appello alla generosit della citt, incassando il sostegno pieno della sua maggioranza e anche il plauso di Sergio Castellaneta che gli ha riconosciuto il coraggio di uniniziativa attesa da anni. Ieri mattina invece i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil e i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat hanno bocciato il piano di sgombero del campo nomadi della Foce. Non una critica del merito, ma del metodo ha precisato Rita Guglielmetti della Cgil non si discute lesigenza di dare una nuova, pi umana e adeguata sistemazione ai nomadi, ma di come il Comune ha agito. E sulla vicenda nomadi si registra infine uniniziativa di An che, dopo aver iniziato una raccolta di firme contro lassegnazione delle case ai nomadi, ha deciso di mettere a disposizione lassistenza legale alle 1300 famiglie in attesa di una casa popolare. Plinio (capogruppo di An in Regione)non vorrebbe vedere pi un nomade a Genova denuncia Stavic, il portavoce dei Rom , ma comportandosi cos non fa altro che aumentare la tensione.

CASE AI ROM, RIVOLTA A SINISTRA DEI SINDACATI DEGLI INQUILINI

Le organizzazioni sparano a zero sulla scelta unilaterale che mortifica 1300 famiglie in lista d?attesa

Il Comune ha deciso d senza tener conto della drammatica emergenza abitativa con 1300 famiglie sfrattate, in lista d da anni per un alloggio popolare. Parola di Cgil Sunia, Cisl Sicet e Uil Uniat, le organizzazioni sindacali di inquilini e assegnatari, che ieri hanno preso nettamente le distanze dai provvedimenti adottati da Tursi per ricollocare i rom allontanati dalla Foce: quasi 140 persone che andranno a vivere in appartamenti di edilizia popolare. Premessa dei sindacati: Noi non siamo contrari in linea di principio alla soluzione di gravi problemi sociali, come quello dei nomadi inseriti nel campo di via dei Pescatori, che si trascina da tempo immemorabile. Ma una scelta cos delicata doveva essere il risultato di un percorso condiviso con le associazioni di categoria e il resto della cittadinanza, tuonano Cgil, Cisl e Uil. Che solo due settimane fa avevano incontrato alcuni rappresentanti del Comune (gli assessori Margini e Veardo), per denunciare la grave emergenza abitativa e chiedere la reperibilit immediata di alloggi pubblici. Ci hanno risposto che non ce n accusa Stefano Salvetti, segretario Sicet Cisl. Figurarsi la sorpresa dopo aver letto sui giornali, che i nomadi verranno ricollocati in appartamenti di edilizia popolare. Mentre noi siamo a conoscenza di molti genovesi costretti a dormire in macchina o in albergo, aggiungono Roberto Simoncelli (Sunia Cigl) e Rosanna Santarello, segretaria regionale Cisl. A questo proposito va segnalata l di Alleanza nazionale, che mette a disposizione l legale alle 1300 famiglie in lista d per una casa popolare. E la petizione di An, con la quale si chiede che i rom sgomberati dalla Foce siano temporaneamente ospitati in una zona di sosta fuori della cinta urbana, ha gi raggiunto mille adesioni.
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