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Presidente, come portavoce dell?Opera Nomadi (a tutela di Rom/Sinti e Camminanti), Le chiedo di uscire brevemente dagli impegni della campagna elettorale per prendere la parola e dire la sua, la nostra, sulla ?questione Rom?. 2005). Un popolo che dopo seicento anni di presenza in Italia continua ad essere escluso dai diritti fondamentali, basti pensare che su 150.000 persone ci sono solo dodici laureati cos inzia la lettera di Massimo Converso, presidente nazionale dell Nomadi, inviata ai presidenti delle due coalizioni delle prossime elezioni politiche. Signor Presidente, se i Rom sono ?la cartina di tornasole per una societ civile? (Vclav Havel) la cartina vira al rosso dell?emergenza umanitaria in Italia ed in Europa nonostante le numerose Raccomandazioni della Comunit. La invitiamo quindi a prendere in considerazione la ?questione Rom?, che la questione morale del nostro Paese

come Lei sa le Minoranze Nazionali Rom e Sinte (nonché il Gruppo dei Camminanti Siciliani), denominate ?zingari? e ?nomadi? in maniera dispregiativa ed etnocentrica, sono ancora oggetto di discriminazione, emarginazione e segregazione.

Anche nel 2005, secondo il monitoraggio annuale, i Rom e Sinti sono stati la minoranza pi discriminata e sottoposta ad atti di violenza razziale della Comunit Europea.

Le discriminazioni sono estese a tutti i campi, dal pubblico al privato, pertanto l?emarginazione e la segregazione economica e sociale dei Rom e dei Sinti si trasformano di fatto in discriminazione etnica.

In Italia le molteplici comunit rom e sinte, presenti nel nostro Paese da seicento anni, non sono ancora riconosciute come Minoranza Nazionale e pertanto non beneficiano dei diritti che questo ?status? prevede.

Le politiche sociali rivolte alle popolazioni rom e sinte tendono apertamente all?inclusione sociale ed all?assimilazione.

Rare sono le realt dove le comunit rom e sinte sono considerate protagoniste sociali e dove sono attuate politiche di integrazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale, riconoscendo le loro societ, le loro culture e la loro lingua.

L?Italia nega ai Rom e Sinti l?applicazione della ?Carta Europea sulle Minoranze Etnico Linguistiche? che tutela le lingue minoritarie e nega la Convenzione Quadro per le Minoranze Nazionali.

I Rom e Sinti Italiani vedono in molti casi negato il diritto alla residenza, il diritto alla sanit, il diritto alla scuola, il diritto al lavoro.

Inoltre, in Italia si costruiscono ancora i ?campi nomadi?, luoghi di segregazione che concentrano gli individui contro la loro volont.

In questa situazione drammatica i Rom provenienti da Bosnia, Confederazione Yugoslava, Croazia, Bulgaria, Romania, Polonia, subiscono politiche discriminatorie, emarginanti e segreganti. Famiglie intere fuggono dai loro paesi d?origine per i conflitti etnici e le guerre civili e l?Italia nega loro i pi elementari diritti.

Segregati nei ?campi nomadi? delle grandi citt italiane, e non solo, i Rom Europei vivono situazioni spesso inumane senza acqua, luce e servizi igienici, costretti a mendicare per le strade il sostentamento giornaliero.

Ancora oggi in Italia non conosciuto il ?Porrajmos?, la persecuzione razziale subita dai Rom e Sinti durante il nazi fascismo che ha portato allo sterminio di centinaia di migliaia dei Rom e Sinti in Europa. La stessa Legge Nazionale sul ?Giorno della memoria? non cita il suddetto sterminio di 500.000 Rom/Sinti da parte del nazifascismo.

Chiediamo che ai Rom e Sinti Cittadini Italiani sia riconosciuto lo ?status? di Minoranza Nazionale (ed in questo senso l?Opera Nomadi ha inoltrato al Ministro per gli Affari Regionali una proposta di legge) e che siano considerati protagonisti nelle scelte politiche e sociali del loro Paese. Chiediamo siano attuate e favorite politiche di integrazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.

Nel Giugno 2005 il Ministero dell?Istruzione ha sottoscritto, dopo 13 anni di mancanza di un simile strumento normativo, con l?Opera Nomadi un Protocollo d?intesa relativo alla scolarizzazione dei Minori Rom, Sinti e Camminanti che prevede anche la presenza di mediatori Rom/Sinti in ogni scuola frequentata dai bambini ed adolescenti Rom/Sinti. Tale Protocollo ha per bisogno delle risorse necessarie per ridurre e poi eliminare la piaga dell?analfabetismo e dell?evasio ne/dispersione scolastica fra il popolo dei Rom/Sinti, piaga che pone l?Italia anche qui all?ultimo posto in Europa.

Inoltre, chiediamo che siano attuate politiche di accoglienza a favore dei Rom Europei, presenti attualmente in Italia e si concerti una politica europea capace di rimuovere le cause che provocano la loro immigrazione nel nostro Paese.

Per queste ragioni chiediamo il Suo impegno, nella prossima legislatura, per promuovere leggi che facciano proprie le disposizioni della Raccomandazione n.1557/2002 del Consiglio d?Europa.

Al di l, e oltre, la dichiarazione enunciata vogliamo qui esaminare alcuni fatti e suggerire delle proposte che vadano oltre ogni forma di pietismo generico.

1) Che vengano riconosciute come Minoranza Nazionale le popolazioni Rom/Sinte.

E che dentro questo riconoscimento sia previsto l?insegnamento della lingua ?romanés?, perché non si pu fare nessuna alfabetizzazione se non passando prima da quella della lingua materna, e che dentro questo riconoscimento siano previsti degli ammortizzatori sociali per il popolo pi perseguitato d?Europa. Come, per esempio, per i Lavoratori Socialmente Utili. Come per le categorie ?svantaggiate? che godono di facilitazioni nelle cooperative sociali di tipo B. Che ci siano facilitazioni di tipo urbanistico e per l?accesso alle case popolari per i Rom/Sinti. Si pensi che secondo il Piano Urbanistico Nazionale del giugno 2001 le roulottes posizionate su un terreno edilizio di propriet sono considerate abusive (e quindi rimosse o distrutte) se usate come abitazione, se finalizzate alle vacanze invece no.

2) Che venga applicato, con strumenti e finanziamenti adeguati, il protocollo d?intesa MIUR ? Opera Nomadi, firmato il 26 giugno 2005, per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti.

3) Che venga istituito un Ufficio Governativo per i Rom/Sinti dotato di risorse e con sezioni in tutte le Prefetture d?Italia. Compito dell?Ufficio, attivato con mediatori culturali Rom/Sinti, potr essere quello di coordinare le politiche di integrazione sociale (dalla scuola, all?habitat, alla cultura, alla sanit) e soprattutto per la tutela il recupero e l?ammodernamento dei mestieri tradizionali ancora presenti vedi lo Spettacolo Viaggiante per I Sinti ed il Commercio per i Rom e l?avviamento verso i nuovi lavori, nello spirito dell?articolo n.4 della Costituzione Italiana.

4) ?Sanatoria? per i Rom nati in Italia. Una ?legge sanatoria? che metta in regola, e dia quindi visibilit e corpo sociale, ai Rom, anche di terza generazione, nati e vissuti in Italia ma che non hanno accesso ai servizi fondamentali perché considerati clandestini e quindi senza nessun diritto di cittadinanza attiva. Anzi espellibili in ogni momento in cui vanno a rivendicare diritti umanitari. E sono decine di migliaia. In questa sanatoria va contemplato il diritto di cittadinanza per tutti gli ?stranieri? nati e residenti in Italia da almeno dieci anni e la ?carta di soggiorno? per i Rom che abitano in Italia da almeno 5 anni, a prescindere dai contratti di lavoro e dai certificati di residenza.

5) ?Regolarizzazione?, per emergenza umanitaria, di tutti i Rom, soprattutto dalla Romania, che da almeno due anni sono arrivati in Italia fuggendo da Paesi in cui vivevano in condizioni disperate. Anche in questo caso sono decine di migliaia di persone.

6) Che si proceda allo smantellamento dei campi nomadi comunali e gli abitanti, a seconda delle loro esigenze, vengano sistemati in habitat decorosi: alloggi, case o microaree residenziali a di mensioni di famiglie allargate, scelti in concorso con gli interessati.
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